più vicino

Ho fatto uno strano sogno. Eravamo bambini, a giocare in cortile nelle estati senza tempo. Re, maghi, guardie, ladri, campioni, ballerine pronti a tutto. Una borsa gonfia di ipotesi dell’irrealtà e nessun riferimento.

Ti amo ancora così, come quando ci arrampicavamo sopra un albero per vedere lontano, per sentirci ardimentosi e sfidare ogni regola. Quando esistevano solo i nostri occhi e ciò che contava lo stringevamo tra le dita.

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